C’è un momento, nella vita di tutti, in cui ci accorgiamo di possedere molte più cose di quante ne utilizziamo davvero. Un armadio pieno di vestiti, una scatola di giochi ormai dimenticati, oggetti per la casa acquistati per un’esigenza momentanea e poi lasciati da parte. Sono piccole situazioni quotidiane che raccontano qualcosa di più grande: il nostro rapporto con il consumo e con le risorse che abbiamo a disposizione.
Per affrontare il problema degli sprechi non basta parlare di raccolta differenziata o invitare le persone a comprare prodotti ecologici. Serve anche ripensare il valore delle cose, recuperare ciò che può ancora essere utilizzato e, soprattutto, comprendere che le scelte individuali hanno conseguenze sulla collettività. È questa la prospettiva da cui nasce ScartiAmo, un’associazione di promozione sociale che ha costruito un progetto in cui sostenibilità ambientale e attenzione alle persone procedono insieme.
Il nome stesso contiene una dichiarazione d’intenti: dare un nuovo valore agli scarti. Ma cosa significa concretamente? Significa considerare un oggetto non più come qualcosa da eliminare quando perde la sua utilità per il proprietario, ma come una risorsa che può continuare a circolare. Un cappotto, una sedia, un giocattolo o un piccolo elettrodomestico possono trovare un nuovo destinatario, evitando uno smaltimento prematuro e contribuendo a una distribuzione più equa dei beni.
ScartiAmo traduce questa idea in una serie di attività che coinvolgono direttamente il territorio. Il Mantello di San Martino rappresenta uno degli esempi più significativi. È una realtà dedicata alla raccolta e alla selezione di abiti e oggetti di seconda mano, che vengono successivamente distribuiti gratuitamente a persone e famiglie in difficoltà. Il principio non è quello di considerare la donazione come un semplice trasferimento di beni, ma di costruire uno spazio di condivisione in cui le risorse possano essere messe a disposizione di chi ne ha bisogno.
Accanto a questa attività si sviluppa D’arnòv, una boutique second hand che propone capi selezionati, igienizzati e recuperati. Il progetto risponde a un’esigenza sempre più attuale: trovare alternative al consumo veloce e alla continua sostituzione degli abiti. Acquistare un capo usato in buone condizioni può essere una scelta interessante sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale. Non significa rinunciare alla qualità o allo stile, ma cambiare prospettiva e riconoscere che un prodotto può avere una vita più lunga di quella prevista dal normale ciclo commerciale.
D’arnòv ha anche una funzione sociale. Attraverso collaborazioni con enti del territorio vengono attivati percorsi rivolti a persone fragili, compresi tirocini che possono favorire l’acquisizione di competenze e l’avvicinamento al mondo del lavoro. Il recupero degli abiti diventa così un’attività capace di generare valore su più livelli: ambientale, economico e umano.
La dimensione educativa è altrettanto importante. La Casa dell’Ecologia Integrale è uno spazio in cui la sostenibilità viene sperimentata attraverso attività concrete. Si organizzano corsi di cucito con tessuti di scarto, laboratori dedicati all’ecologia e momenti di incontro. Accanto a queste iniziative trovano posto attività come yoga, pilates, danza e corsi di Lingua Italiana dei Segni. L’obiettivo è creare un ambiente aperto, nel quale persone con interessi e percorsi differenti possano incontrarsi e condividere esperienze.
Anche Casa Scartiamo svolge una funzione centrale. È il luogo in cui arrivano le donazioni e dove gli oggetti vengono controllati, preparati e indirizzati verso le attività più adatte. Il lavoro di selezione è fondamentale: non tutto ciò che viene donato può essere immediatamente riutilizzato. Occorre verificare le condizioni dei materiali e organizzare la distribuzione in modo da rendere efficiente il percorso delle donazioni.
La storia di ScartiAmo parte da un’esperienza concreta. Nel 2010 due sorelle della Comunità Papa Giovanni XXIII iniziano a riordinare, catalogare e ridistribuire gli abiti e gli oggetti che arrivano da diverse donazioni. Da quella prima attività nasce Il Mantello di San Martino, uno spazio aperto al pubblico che vuole essere un luogo di incontro e non soltanto un servizio assistenziale. Successivamente, anche grazie alla riflessione sull’ecologia integrale, il progetto si amplia con nuove iniziative e luoghi dedicati al recupero e alla condivisione.
Nel corso degli anni l’attività cresce. Nel 2023 viene aperta una seconda sede del Mantello di San Martino a Mercato Saraceno, mentre a Cesenatico D’arnòv si consolida come punto vendita attivo durante tutto l’anno. Per gestire il volume delle donazioni viene inoltre organizzato un magazzino più ampio, che consente di smistare i materiali verso le diverse sedi e altre realtà in rete, sul territorio e anche all’estero.
Questa crescita è sostenuta da una rete di volontarie e volontari. Il loro contributo non consiste soltanto nel lavoro manuale necessario a gestire gli oggetti. Significa mettere a disposizione tempo, capacità organizzative, conoscenze e disponibilità personale. È un aspetto che racconta bene la filosofia dell’associazione: la sostenibilità non può essere delegata esclusivamente alle istituzioni o alle aziende, ma richiede la partecipazione delle persone.
Il progetto invita quindi a guardare oltre il singolo gesto ecologico. Donare un vestito, scegliere un prodotto di seconda mano o partecipare a un laboratorio sono azioni semplici, ma inserite in una rete possono produrre effetti più ampi. Si contribuisce a ridurre gli sprechi, si favorisce l’accesso alle risorse e si creano occasioni di relazione.
L’espressione ecologia integrale utilizzata da ScartiAmo riassume proprio questo approccio. La tutela dell’ambiente non viene separata dalla qualità delle relazioni umane e dall’attenzione verso chi vive condizioni di fragilità. Natura e comunità vengono considerate parti dello stesso sistema, nel quale ogni scelta può avere conseguenze che vanno oltre il singolo individuo.
In un periodo in cui la sostenibilità rischia talvolta di diventare soltanto una parola utilizzata nella comunicazione commerciale, esperienze come questa ricordano che il cambiamento passa soprattutto dalle pratiche quotidiane. Non occorre aspettare una grande trasformazione per iniziare: si può partire da un oggetto che non utilizziamo più, da una donazione fatta con attenzione o da qualche ora dedicata agli altri.
ScartiAmo propone un modello concreto di partecipazione, in cui il recupero delle risorse diventa anche un modo per costruire comunità. Perché ridurre gli sprechi è importante, ma farlo creando opportunità, relazioni e inclusione significa dare al concetto di sostenibilità un significato ancora più ampio.
Sito web ufficiale https://scartiamo.com/
